Il nostro viaggio in Human Stories è iniziato con l’intervista ad Alberto Pirovano, che ci ha aiutato a conoscere meglio il ruolo del CTO. Oggi parliamo con Salvatore Amideo. Software Engineer nonché founder e CEO di Estia Solutions, Salvatore ha trasformato la passione per la tecnologia e la costanza maturata in 12 anni di nuoto agonistico in una carriera brillante nel mondo tech. A soli 27 anni, guida progetti ad alto impatto, tra innovazione, strategia e crescita continua.
Ciao Salvatore, grazie per aver accettato di far parte di Human Stories. Vorrei conoscere meglio la tua storia e condividerla con chi segue HumaVerse per offrire consigli utili e incoraggiamenti costruttivi. Iniziamo?

Salvatore, la tua carriera da software engineer è iniziata molto presto. Cosa ti ha motivato a entrare nel mondo del lavoro in un momento così delicato della tua formazione, dato che stavi ancora studiando all’università?
Ho sempre avuto una forte curiosità e il desiderio di mettere subito alla prova ciò che imparavo. Il mio obiettivo era quello di vivere un’esperienza concreta che andasse oltre la teoria accademica, acquisendo da subito autonomia e indipendenza economica per sostenere personalmente i miei studi.
Qual è la motivazione che ti fa amare il lavoro che hai scelto di fare?
Sono profondamente affascinato dalla possibilità che la tecnologia offre di risolvere problemi reali e migliorare la vita delle persone. Amo vedere come le idee si trasformino in soluzioni concrete, generando un impatto tangibile. Ogni progetto diventa così un’occasione per innovare e imparare qualcosa di nuovo.
In che modo l’esperienza in una start-up ti ha insegnato a mettere in pratica le competenze che avevi acquisito all’università?
L’esperienza in start-up mi ha insegnato a muovermi rapidamente in contesti dinamici e spesso incerti, facendomi capire l’importanza della flessibilità e dell’adattabilità. Ho imparato a lavorare con risorse limitate, sviluppando competenze fondamentali come la capacità di trovare soluzioni creative e comunicare in modo chiaro ed efficace con team multidisciplinari.
Quali sono state le difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare all’inizio del tuo percorso professionale da software engineer?
All’inizio, le principali sfide sono state legate alla gestione del tempo, al bilanciamento tra studio e lavoro, e alla pressione di dover consegnare risultati concreti entro scadenze molto strette. Superare questi ostacoli mi ha insegnato l’importanza della pianificazione, della resilienza e della gestione dello stress.
Hai lavorato in contesti diversi. Ci spieghi come ti sei adattato a realtà così differenti e quali competenze hai sviluppato grazie a queste esperienze?
Lavorare in contesti differenti mi ha insegnato a sviluppare empatia e apertura mentale. Ogni ambiente mi ha dato la possibilità di apprendere nuove metodologie e approcci, rafforzando le mie capacità di problem solving, collaborazione e comunicazione interculturale. Queste esperienze hanno contribuito enormemente alla mia crescita sia personale che professionale.
Hai fondato una start-up e questo progetto è parte fondamentale della tua carriera. Che cosa ti ha spinto a diventare CEO e founder di una start-up?
La decisione di fondare una startup nasce dalla volontà di realizzare una visione personale, creare qualcosa che mi rappresentasse appieno e portare un reale valore sul mercato. Essere CEO mi permette di mettere in pratica una leadership che valorizzi le persone, le loro idee e il loro potenziale, creando un ambiente stimolante e innovativo.
In che modo il concetto di “ascolto attivo” e la comprensione delle diverse prospettive influenzano il tuo approccio alla leadership? Puoi raccontarci un esempio di una situazione in cui queste qualità ti hanno permesso di risolvere una difficoltà o un conflitto professionale?
L’ascolto attivo è fondamentale per comprendere le persone con cui lavoro e per creare un clima di fiducia e rispetto reciproco. Ad esempio, durante un conflitto tecnico tra due team, ascoltando attentamente e mostrando empatia verso entrambe le parti, sono riuscito a identificare una soluzione condivisa. Questo approccio ha migliorato non solo l’efficienza del progetto, ma anche la coesione del gruppo.
Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato fino a ora e come l’hai superata?
La sfida più impegnativa è stata sicuramente la gestione e lo sviluppo della mia startup. Ho affrontato momenti di grande incertezza, difficoltà economiche e scelte strategiche complesse. Sono riuscito a superare queste difficoltà mantenendo lucidità, determinazione e umiltà, avvalendomi anche delle competenze sviluppate nello sport, che mi ha insegnato il valore della disciplina e della perseveranza.
Nonostante le sfide che hai affrontato, sei riuscito a raggiungere grandi traguardi professionali a soli 27 anni. Quali valori ti hanno sostenuto durante questo percorso?
I valori fondamentali che mi hanno sempre sostenuto sono stati l’umiltà, la determinazione, la curiosità continua e la passione per ciò che faccio. Questi valori mi hanno guidato nei momenti più difficili e mi hanno spinto a non accontentarmi mai, cercando sempre di migliorare e di apprendere qualcosa di nuovo.
Durante una nostra chiacchierata hai sottolineato che non ti definisci un talento, ma ti consideri una persona che si impegna ogni giorno per migliorarsi. Quale consiglio daresti a una persona giovane che vuole diventare software engineer, desidera crescere e migliorarsi sia a livello professionale sia personale, ma senza mai perdere la propria autenticità?
Il consiglio che darei a una persona giovane è di rimanere fedele a se stesso o se stessa, di coltivare curiosità e spirito critico, e di imparare ad apprezzare il valore dell’errore come opportunità di crescita. Bisogna affrontare ogni esperienza con coraggio e onestà, ricordandosi sempre che l’autenticità è la chiave per lasciare un segno positivo sia nella vita personale che professionale.
La storia di Salvatore Amideo è un esempio concreto di come passione, disciplina e ascolto possano trasformarsi in una guida autentica per affrontare sfide complesse e costruire un percorso professionale solido e significativo. È un invito, soprattutto per la Gen Z e le persone giovani, a credere nel proprio potenziale senza perdere mai la propria autenticità.
